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È la depressione la malattia più diffusa in Occidente

È la malattia a maggiore incidenza nel mondo e al primo posto nei paesi occidentali, e nel 2020 sarà la maggior causa di disabilità dopo le malattie cardiovascolari: è la depressione e in Italia ha un costo sociale – inteso come ore lavorative perse – pari a 4 miliardi di euro l’anno (il dato europeo è di 92 miliardi di euro, di cui 54 correlati a costi indiretti per assenza lavorativa). A queste cifre si aggiungono i dati relativi all’impatto sociale sulla popolazione: tenendo conto che, per ogni paziente, sono coinvolti almeno 2-3 familiari, in Italia 4-5 milioni di persone sono interessate indirettamente dal disturbo depressivo. Se ne è discusso al Forum “Un viaggio di 100 anni nelle neuroscienze”, oggi a Roma all’Accademia dei Lincei, organizzato da The European House-Ambrosetti in occasione dei 100 anni di Lundbeck.

Tra i costi diretti, quelli relativi a diagnosi, trattamento – farmacologico e psico-terapeutico – riabilitazione, assistenza e prevenzione delle ricadute nel lungo termine. Quelli indiretti si riferiscono alla perdita di produttività del paziente (non solo in fase acuta) e delle persone impegnate nella sua assistenza e alla morte prematura, considerato il rischio di suicidio. Secondo la ricerca Idea (Impact of Depression in the Workplace in Europe Audit), che ha coinvolto in tutta Europa oltre 7 mila adulti fra i 16 e i 64 anni, lavoratori e dirigenti, ben il 20% degli intervistati aveva avuto una diagnosi di depressione. E il numero medio di giornate di congedo dal lavoro durante l’ultimo episodio di depressione era 36 giorni. I problemi sul lavoro si correlano al rischio doppio di disoccupazione, pensionamento anticipato, alla maggiore disabilità e all’alto rischio di vivere in condizioni di emarginazione e povertà.

admin

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