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Trapianto per ricostruire un gomito

Lo hanno definito “un intervento ai confini della chirurgia ortopedica”, con un po’ di malcelato orgoglio che però ci sta tutto. Perché loro, i medici dell’ospedale “Angelo” di Mestre (Venezia) hanno davvero fatto un capolavoro, sfruttando un trapianto da cadavere per ridare speranza a un uomo di 55 anni che aveva un difetto all’articolazione per cui il gomito si era “saldato” in un’unica massa ossea.

Impossibile muoversi, impossibile far tutto… unica soluzione, la chirurgia. Ma anche qui, troppi i rischi e le difficoltà della riabilitazione. Solo un trapianto poteva restituire il gomito perduto. L’occasione è arrivata grazie a un donatore deceduto dal quale sono state asportate le terminali dell’omero e dell’ulna, poi reimpiantate nel braccio del paziente cinquantacinquenne. Per tenere il tutto unito e garantire lo stesso il movimento, è stata applicata una protesi di titanio.
La situazione adesso è la seguente: l’omero nuovo è legato alla parte originale dell’osso segato, la nuova ulna è legata in parte all’osso originario e in parte alla protesi. Il braccio in tal modo si può estendere e piegare, e l’uomo ha ritrovato una sua piena autonomia di movimento. L’eccezionalità dell’intervento sta nel fatto che mai prima di ora si erano espiantate e trapiantate parti così consistenti di ossa sia sopra che sotto l’articolazione. Davvero un test unico al mondo che ha dato successo, e ragione, all’abilità dei medici italiani.

admin

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