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La "spugna cellulosa compressa" che ferma le emorragie interne

Quasi tutte le innovazioni mediche di rilievo sono state ideate e usate per i militari. E’ sul campo da guerra che si sperimentano tecniche che in seguito verranno adottate anche per i “civili” e chissà che questa ultima novità, molto utile durante le azioni militari, non ce la ritroveremo tra un decennio anche nelle corsie degli ospedali?

L’idea dell’azienda americana RevMedx nasce dalla consapevolezza che la maggior parte dei decessi in guerra non avviene tanto per i colpi d’arma ricevuti, quanto per il lungo periodo che intercorre tra soccorso e ricovero. I soldati muoiono in maggior parte nelle ambulanze o sugli elicotteri. Ecco allora l’idea: trovare una sostanza che fermi l’emorragia, anche solo temporaneamente, per permettere alla persona di giungere viva in ospedale. E’ nata così questa sostanza, che ha la forma di una “spugna” sebbene meno consistente di quelle che abbiamo in mente noi. Infatti si può iniettare con una siringa dentro il corpo del ferito e qui va ad agire. La “spugna cellulosa compressa”, una volta iniettata, si espande quando viene a contatto con il liquido interno (sia esso sangue o altro) e così assorbe e tappa lacerazioni e ferma emorragie.
Il merito è degli anticoagulanti che formano questo tessuto particolare e che una volta gonfiati possono resistere fino a 4 ore prima di lasciar drenare nuovamente il sangue. Il 50% delle ferite da combattimento potranno essere fermate o limitate da questa sostanza e di conseguenza si dimezzeranno i morti. Ma provate a immaginare questa invenzione nei vasi sanguigni di chi ha una emorragia cerebrale in corso, o di chi soffre di emofilia … provate a pensare a quanti traumi cranici con versamento si potrebbero fermare, usando questa spugna speciale ? Questione di tempo, per averla nei nostri ospedali civili, solo questione di tempo.

admin

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