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Clinica "degli orrori": confermato ergastolo all'ex primario del S.Rita

Loro, gli avvocati, si dicono “sconcertati” e lui stesso, il dottor Pierpaolo Brega Massone -ex primario della casa di cura milanese Santa Rita- dichiara a gran voce: “Non ero un serial killer, la mia priorità è sempre stata quella di dare ai pazienti la sicurezza”. Ma i giudici di Appello non hanno sentito ragioni e hanno confermato l’ergastolo già dato dal processo di primo grado.

Uniche eccezioni sono state il proscioglimento di uno dei medici della equipe e la riduzione di pena per il braccio destro di Brega Massone, ma nessun ripensamento per la punizione che l’uomo dovrà scontare dopo la pesantissima accusa di aver provocato la morte di pazienti a causa di interventi chirurgici assolutamente inutili, eseguiti solo per avere rimborsi stellari. Era questa, secondo le prove, la “prassi” nella clinica milanese, soprattutto se i pazienti erano anziani e indifesi. Per questa assurda pratica hanno perso la vita sotto i ferri Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni, e Antonio Schiavo, 85 anni.

Tutte le richieste degli avvocati di accusa sono state accolte anche in questo secondo processo, nel quale invece gli imputati speravano moltissimo per avere “giustizia”. Ma c’era poco da sperare, perché le accuse erano accompagnate da prove evidenti e difficili da ignorare. Oltre alla crudeltà della motivazione, la pratica in uso al Santa Rita fa rabbia proprio perché approfittava della fiducia dei pazienti più anziani. Gli avvocati dell’ex primario -che in carcere è molto dimagrito e sente la mancanza dei familiari- hanno già promesso un ennesimo ricorso in Cassazione.

admin

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