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Psicologia: i discorsi da ascensore di lui e di lei

Lo avete mai sperimentato il cosiddetto “disagio da ascensore”? E’ quel breve momento che può durare da uno a dieci piani in cui due persone, quasi sempre estranee ma a volte anche conoscenti, si ritrovano in un ambiente stretto, a poca distanza “sociale” l’una dall’altra, e imbarazzatissime. Devono assolutamente dire qualcosa, e tradizione vuole che si parli sempre del tempo: “fa caldo, eh!”, “ma quest’anno l’inverno quando arriva?”, “non ci sono più le mezze stagioni”.

Imbarazzo nell’imbarazzo, nessuno di noi vorrebbe parlare del tempo ma si va a finire sempre lì. Eppure uomini e donne hanno modi diversi di affrontare l’ascensore e i discorsi che si fanno dentro di esso. Lo rivela uno studio della università americana di Georgetown, che ha di fatto intervistato la gente relativamente a questa abitudine, in America molto diffusa, dati i lunghi percorsi che fanno gli ascensori nei grattacieli! Il risultato ci vede diversi (maschi e femmine) anche qui.

Gli uomini usano molte parole, per lo più su argomenti generici, come appunto il tempo, le regole condominiali, la politica e incitano sempre alla discussione, anche il vicino che non ne ha voglia. Le donne, invece, in ascensore sono stranamente misurate con le parole. Parlano poco ma quello che domandano è più diretto, più intimo: salute, pensieri, famiglia (se la persona è conosciuta) e tendono a parlare di sé più che a coinvolgere l’altra persona nella discussione. Se in ascensore si incontrano uomini e donne la conversazione stenta a partire, proprio per questo. Loro, i maschi, cercano di metterla subito sullo scherzo … le signore invece mirano dritte al cuore aumentando l’imbarazzo e il desiderio che il piano pigiato arrivi subito!

admin

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