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Chirurgia: "colla di cozze" al posto dei punti di sutura

Da qualche tempo, in campo medico, si stanno sperimentando delle alternative ai punti di sutura che, intendiamoci, hanno fatto cambiamenti epocali da inizio Novecento ad oggi. Un tempo si usavano aghi grossi e fili che si infettavano facilmente e che lasciavano cicatrici enormi e spaventose (un esempio su tutti, Frankenstein!). Poi la ricerca ha migliorato tante cose.

I “punti” sono divenuti sempre più piccoli e oggi addirittura sono bio-assorbibili, cioè non devono più essere “tolti” dal medico ma si riassorbono nell’organismo e scompaiono senza traumi. Lasciano qualche segno visibile, certo, e anche su questo si sta lavorando. Infatti sono in uso, presso alcuni ospedali americani, delle “colle” speciali che uniscono i lembi delle ferite e poi si riassorbono senza lasciare alcuna traccia sulla pelle. L’ultima scoperta in questo campo potrebbe venire dalle cozze! Sì, proprio i molluschi marini che tanto amiamo mangiare nella pasta!

Una ricerca di Singapore e del CNR italiano, riportata su “Nature Communications”, avrebbe scoperto che dal mollusco della cozza si può ricavare una sostanza adesiva e perfettamente biocompatibile che può diventare una “colla” utilissima in campo medico. Si pensa ai punti di sutura, certamente, ma anche a qualcosa di più grande… riparazione di fratture, di tessuti lesionati, ma anche riattaccare retine o parti di vasi sanguigni recise… . Non solo, ma essendo la cozza animale marino, le proteine da essa estratte rendono tutto impermeabile all’acqua e questo è molto utile non solo per la velocità di guarigione di una ferita, per i drenaggi e simili ma anche per curare feriti in situazioni di emergenza e in condizioni meteo non favorevoli.

admin

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