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Medici Senza Frontiere denuncia carenze a Pozzallo

L’importanza di Medici Senza Frontiere si vede dalle cifre. In 14 occasioni, su 8 porti, hanno soccorso oltre 20.000 persone e assistito medicalmente e psicologicamente 2.500 migranti. La loro presenza nei punti di sbarco e nei centri di assistenza è garanzia di aiuto e sicurezza eppure non sempre la convivenza funziona. A fine 2015, MSF annuncia di dover abbandonare le strutture di accoglienza di Pozzallo (Ragusa).

Le motivazioni, messe nero su bianco, sono: “mancanza di garanzie minime per una collaborazione efficace”. In pratica la situazione è difficile e va avanti da mesi, incontri e trattative non hanno portato a niente. E così sono scattate le denunce alle autorità locali e nazionali per “le condizioni precarie e poco dignitose in cui vengono accolti migranti e rifugiati appena sbarcati – quali sovraffollamento, scarsa informazione legale e tutela dei diritti”.
La denuncia prosegue con il dito puntato contro chi dovrebbe garantire aiuto alle persone vulnerabili e invece le ignora e impedisce così il sano svolgimento dei compiti di assistenza dei medici, anche i più banali. L’annuncio di MSF lascia tutti di stucco, non fosse altro perché il centro di Pozzallo stava per diventare punto di riferimento per tutto il Meridione. Doveva essere un punto cruciale, un modello da imitare altrove. Questo abbandono invece scopre una serie di disfunzioni che potrebbero mettere a rischio questa sua “promozione”. Ma Medici Senza Frontiere non abbandonerà la Sicilia, continuando a lavorare a Trapani, Catania e estendendo l’opera anche a livello nazionale a Gorizia e Roma.

admin

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