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Se i "bip" di WhatsApp ci fanno impazzire

Lo dicono gli psicologi e gli esperti medici, soprattutto dopo la ricerca condotta per il progetto Future Work di Londra: l’ossessione dei segnalini acustici che ci avvisano dei messaggi ricevuti rischia di farci impazzire. Non tanto per dire, ma veramente. La chiamano “ossessione da posta elettronica” perchè è cominciata ai tempi della diffusione delle e-mail, ma oggi si è diffusa a tutte le messaggerie elettroniche.

La tecnologia è utile perchè ci tiene sempre aggiornati, informati col mondo, ci permette di portare avanti la socializzazione con gli amici, ma ormai si ramifica su troppi fronti. Un “bip” per il messaggio del cellulare, un altro per il messaggino di WhatsApp, uno per la notifica della email, un altro per Messenger e così via. E si moltiplicano i casi di persone che controllano tutte queste messaggerie fermi al semaforo, in coda o peggio mentre guidano, diventando le prime cause di incidenti stradali gravi. Ma non solo: il susseguirsi continuo di queste notifiche sonore, ci spinge a controllare continuamente il telefono, o perfino l’orologio (nei modelli ultramoderni della Apple) e anche se non ce ne rendiamo conto, la nostra ansia sale di livello … seppure di poco… quando lo facciamo.

Un messaggio può voler dire: problemi, aiuto, cose da fare, favori da chiedere e così via. Può anche voler dire che un amico ci pensa, e se non rispondiamo subito ci sentiremo in colpa! Tutto questo è un cocktail che crea dipendenza e nervosismo e che non riusciamo a scaricare nemmeno quando alla fine leggiamo i famosi messaggi. La soluzione sarebbe quella di spegnere il telefono per qualche ora al giorno, o almeno di staccare la connessione a Internet di tanto in tanto. In questo modo otterremo due vantaggi preziosi: uno, un risparmio di batteria non indifferente, e due, un risparmio di preoccupazione che significa meno stress e meno “ossessione” per noi.

admin

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