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Ecco perché lo "spuntino di mezzanotte" ci fa perdere la memoria

Attenti allo “spuntino di mezzanotte”, potrebbe danneggiare gravemente la salute… della vostra memoria. Non si sa quanti siano ad amare questa abitudine, ma ce ne sono, e parecchi. Soprattutto chi soffre di insonnia, o chi si sveglia troppo presto e non sa più riprendere sonno. Il classico bicchierone di latte aiuta, ma va accompagnato con qualcosa di più solido… ed ecco che parte lo “spuntino” notturno.

Secondo alcuni studiosi americani, della University of California, questa abitudine andrebbe limitata o interrotta, se è divenuta troppo costante. Mangiare in piena notte, infatti, avrebbe delle conseguenze nocive sulla funzionalità delle cellule cerebrali, soprattutto di quelle addette all’archiviazione dei ricordi. Lo ha dimostrato uno studio sui topi che, divisi in due gruppi, si alimentavano alcuni in modo normale e altri con la classica interruzione notturna per mangiare. Alla fine, proprio questi ultimi fallivano nei compiti di memoria loro assegnati. Compiti che prima svolgevano bene.

Anche alcuni test sugli uomini, in particolare su persone che lavorano ai turni di notte, hanno dimostrato una carenza di memoria rispetto ad altri che lavorano di giorno. Il problema è che di notte, col sonno, si rigenera l’ippocampo, la parte del cervello che conserva i ricordi. Il riposo serve proprio a questo, a “resettare” e sistemare immagini ed emozioni in quell’archivio immenso che è la nostra memoria. Interromperlo per sottoporre il corpo a una fatica extra (mangiare e digerire) significa interrompere il processo di archiviazione e dunque far funzionare male la memoria.

admin

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