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Cancro, diagnosi precoce con un test del sangue: ma è possibile?

Diagnosticare con un semplice esame del sangue il cancro prima che si manifesti: è la frontiera di un filone della ricerca degli ultimi anni e oggi raccoglie una nuova sfida. A annunciare il proprio impegno per sviluppare un esame capace di individuare i tumori con grande anticipo è Illumina, colosso americano specializzato nel sequenziamento del Dna, che ha appena registrato una startup, Grail, che potrebbe rendere accessibile il test entro il 2019. Almeno questa è l’intenzione dell’amministratore delegato di Illumina, Jay T. Flatley. “Se avrà successo potrebbe davvero segnare una svolta”, osserva José Baselga, medico in capo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, che guiderà l’advisory board scientifico della nuova azienda. Tuttavia, alcuni esperti credono che sviluppare un’analisi di questo tipo nei tempi dichiarati sia un compito arduo, riporta il “New York Times”. La tecnica sfrutta il fatto che il codice genetico delle cellule cancerose può trovarsi nel sangue, anche se in quantità minime. Il test, utilizzando il sequenziamento del Dna, cercherebbe dunque modelli di mutazioni ‘spia’ della malattia.
Molte compagnie stanno sviluppando esami simili, noti come “biopsie liquide”, che usano il sangue in sostituzione o integrazione della biopsia tradizionale, in cui il campione di tumore viene prelevato con un ago o un intervento chirurgico. Nell’ultima settimana un’altra società, la Guardant Health, ha riferito di aver raggiunto per questo scopo quasi 100 mln di dollari durante la sua ultima raccolta fondi. E un’altra ancora, l’Exosome Diagnostics, ha dichiarato di essere arrivata a quota 60 mln. Finora, tuttavia, le biopsie liquide sono usate soprattutto in pazienti già ammalati. Il test serve infatti per aiutare a determinare particolari mutazioni del tumore in modo da selezionare il miglior farmaco da usare, oppure è usato per monitorare l’efficacia del trattamento o per controllare la presenza di una recidiva. Tanti i dubbi della comunità scientifica: molte cellule, infatti, modificano il proprio Dna all’interno del flusso sanguigno e anche molte di quelle non cancerose subiscono mutazioni che si trovano anche nei tumori. Un altro problema è che alcuni tumori in fase iniziale possono anche non causare mai danni. L’anno scorso un’altra società, la Pathway Genomics, ha iniziato a offrire biopsie liquide per la diagnosi precoce. La Food and Drug Administration ha immediatamente ripreso la compagnia, dicendo che è necessaria un’approvazione regolatoria. L’agenzia governativa, in una lettera all’azienda dello scorso settembre, ha anche aggiunto di non aver trovato “nessuna prova che questo test o altri simili siano clinicamente validi come strumenti di screening per la diagnosi precoce del cancro”. Per Flatley, la Grail supererebbe questi problemi effettuando il sequenziamento su un campione di 30-50 mila persone nel corso del tempo, per capire le caratteristiche delle mutazioni che indicano il cancro.

admin

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