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Il cordone ombelicale salva vite umane, ma in Italia non si dona

Il cordone ombelicale è il primo mezzo utile per la ricerca contro le malattie che non implichi azioni crudeli, come la sperimentazione su animali o su feti abortiti. Grazie al cordone ombelicale, e alle cellule staminali che si ricavano da esso, infatti, si possono analizzare e testare numerose cure contro altrettante malattie. Donare il cordone ombelicale è un gesto di grande altruismo, soprattutto per la ricerca, ma in Italia non si fa.

Nel 95% dei casi, dopo la nascita del bambino, il cordone viene gettato nei rifiuti organici ospedalieri e finisce in discarica o anche bruciato. Davvero uno spreco enorme, che non si capisce come possa avvenire. Lasciando stare le pazienti, magari poco informate, è possibile che medici e infermieri non capiscano l’importanza di questo elemento biologico? Gli esperti dicono, senza giri di parole: “È come gettare nel contenitore dei rifiuti ospedalieri un qualunque organo potenzialmente utilizzabile per un trapianto”. perché grazie alle staminali del cordone ombelicale si possono curare anche alcune forme di leucemia, inserendole nel midollo dei malati, e si stanno utilizzando in certi casi anche per curare l’anemia mediterranea.

Manipolando queste cellule “immature” e programmandole all’esigenza, infatti, si può ridare vita a organismi distrutti dalla malattia e con ottime prospettive di sopravvivenza. Altrimenti, le staminali si trovano utilizzando gli aborti … e perché puntare tutte le speranze sulla morte di un feto quando si possono avere tante risorse senza uccidere nessuno, solo utilizzando una parte “inutile” che regala il corpo di una donna dopo la nascita del bambino? Grazie al cordone ombelicale si può intervenire su patologie del midollo osseo, disordini autoimmuni, leucemie, linfomi e malattie rare per un totale di almeno 80 patologie. E donarlo alla ricerca non costa nulla… nè denaro nè sofferenza fisica o emotiva. Cosa stiamo aspettando?

admin

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