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Adozioni gay: ma la scienza è favorevole?

C’è differenza tra morale e scienza. La prima intende indirizzare la società a comportamenti ritenuti affettivamente positivi, la seconda a comportamenti ritenuti logicamente validi. Non per forza le due cose vanno in disaccordo e non sempre vanno d’accordo. Di fatto, sulle adozioni da parte di coppie gay, la legge si è già espressa a favore accogliendo il ricorso di una coppia omosessuale femminile e affidando a entrambe la bambina avuta da una di loro. Sappiamo tutti cosa ne pensa la religione. E la scienza? E’ favorevole?

Dalla panoramica internazionale sembrerebbe di sì. Salvo una piccola minoranza di ricercatori che definiscono “dannosa” l’educazione delle coppie gay sui bambini (ma si tratta di ricercatori aderenti a università o formazione cattolica), la maggior parte degli studiosi del mondo si dimostra favorevole. O meglio, valutando scientificamente i risultati della crescita di bambini adottati da coppie etero e coppie gay, si vede palesemente che non ci sono differenze o traumi di sorta nei secondi. E specifichiamo che questi risultati sono stati ottenuti su centinaia di ricerche eseguite nel mondo, non su poche decine, dunque una validità particolare va loro riconosciuta.

Mentre noi discutiamo, si stanno inoltre compiendo tre grandi studi sui comportamenti familiari. Gli studi sono quello australiano dell’Università di Melbourne che sta analizzando 315 genitori con 500 figli tra gli 0 e i 17 anni; la “Research on New Family Forms” di Golombok e Ehrhard (presso la Cambridge e Columbia University), sui padri gay con figli nati da madri surrogate; e infine una ricerca condotta tra Gran Bretagna, Olanda e Francia sullo sviluppo dei bambini nati da procreazione assistita in famiglie etero e omosessuali. Ad oggi, tuttavia, parlando in termini di dati scientifici (freddi, logici calcoli di statistica) risulta testualmente che “non sussistano differenze significative tra figli di genitori omosessuali e di quelli eterosessuali”.

admin

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