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Un "pace maker" contro il Parkinson

Arriva una sorta di “pace maker” cerebrale per fermare il tremore da Parkinson, una delle manifestazioni più fastidiose e pesanti della nota malattia. Il tremito insistente è causato dalla mancanza di dopamina, che fino ad oggi viene somministrata con i farmaci ma senza troppi successi duraturi. Si sta sperimentando allora una nuova tecnica: la stimolazione cerebrale profonda, attraverso un piccolo dispositivo che viene impiantato sottopelle proprio come quello che fa funzionare il ritmo del cuore.

Il dispositivo -innestato con un piccolo intervento, solitamente sottopelle- ha una piccola sonda che raggiunge il cervello e tramite degli impulsi elettrici ne regola l’attività limitando di moltissimo il tremito. Utilizzando la scala «UPDRS III» (che si studia per valutare la prognosi della Malattia di Parkinson in base al tremito) si vede che con questa stimolazione interna i miglioramenti sono stati decisamente maggiori rispetto alla terapia farmacologica. Quello che limita ancora la diffusione di questo metodo, che ripetiamo è ancora in fase sperimentale, sono gli effetti collaterali.

Infatti questa tecnica ha delle conseguenze non sempre piacevoli. A quanto pare, la stimolazione elettrica di alcuni centri del cervello causa uno shock di riflesso nei centri vicini. Per cui, se da un lato si riesce a stimolare positivamente l’area malata, limitando i sintomi che sta provocando al corpo, dall’altro lato altre attività cerebrali vengono compromesse oppure bloccate da questa corrente interna. In Inghilterra si sta quindi studiando un nuovo sistema, sempre legato a questa stimolazione ma basato su nuovi algoritmi e soluzioni tecnologiche avanzate, minimizzando le conseguenze sulle aree adiacenti.

admin

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