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Il cervello e il "magazzino" delle lettere e della grammatica

Imparare una lingua straniera non è da tutti, non tutti ci sono “portati”. Ma tutti impariamo a scrivere e riconoscere i segni del nostro alfabeto e non facciamo fatica a ricordarli nemmeno se passiamo molti anni in Paesi stranieri. Questo perché il nostro cervello ha un sistema di catalogazione a parte per le lettere scritte, per i segni ortografici. Si sospettava ma nessuno lo aveva ancora scoperto.

La scoperta, che le agenzia di stampa stanno battendo come notizia freschissima, viene oggi da uno studio congiunto italoamericano. Sono coinvolti i ricercatori del CIMEC di Roma (un istituto che si occupa di riabilitazione cognitiva) e della università Johns Hopkins di Baltimora (USA). Le due squadre hanno lavorato insieme per riuscire a capire il funzionamento della comprensione dei segni e così hanno capito che esiste un’area del cervello specifica per loro, nella stessa zona della memoria a lungo termine.
L’hanno ribattezzata in modo ironico “the tool box”, la cassetta degli attrezzi, perché è come un grande deposito di segni che poi vengono utilizzati e ricostruiti all’occorrenza, in base alla lingua che utilizziamo. Gli studi, che hanno preso in considerazione adulti e bambini con disturbi cognitivi, hanno seguito l’iter della riabilitazione e monitorato il cervello nel suo recupero. Da qui si è visto che in questa area le lettere, i caratteri, sono tutti mischiati e immagazzinati a casaccio ma la collaborazione tra questa zona del cervello e la memoria permette di ricostruire tutte le parole nel modo corretto. Nessuno aveva mai osservato questo lavoro, e la scoperta è davvero molto importante per trattare problemi come l’afasia e la dislessia.

admin

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