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Il futuro è della "nanomedicina"

Il futuro è della “nanomedicina”, ovvero di quei metodi del tutto nuovi che sfruttano le conoscenze tecnologiche e genetiche per andare a combattere le malattie dal di dentro, direttamente alla fonte, senza più andare alla cieca. Ad oggi, sono più di 230 i nanofarmaci in fase di sperimentazione e molti sono stati già testati sull’uomo, il 30% per la cura del cancro.

Diverse sono le ricerche intente a migliorare sempre più questi metodi di indagine e cura interna, e uno sta avvenendo presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano in collaborazione con l’università australiana di Melbourne: questo primo metodo riguarda nanoparticelle intelligenti che grazie a variazioni delle caratteristiche chimico-fisiche del corpo riescono a trasportare il farmaco giusto direttamente dentro la massa tumorale, distruggendola dall’interno. Un altro metodo, studiato sia in Italia che a Houston (USA) riguarda l’uso di “leukolike”, particelle in grado di “mascherarsi” in modo da essere invisibili al cancro riuscendo a penetrarlo e distruggerlo da dentro.

Il lavoro dei ricercatori si sta svolgendo proprio per rendere sempre più precisa questa capacità di fermarsi nel punto giusto e liberare il farmaco al momento giusto. L’uso di queste tecniche di nanomedicina coinvolge un grande indotto, soltanto in Europa sono più di 500 le piccole e medie imprese farmaceutiche che lavorano alla produzione di questi mezzi speciali. Esistono già 49 “nanofarmaci” utilizzabili dai professionisti sanitari e 230 vengono testati per essere immessi sul mercato a breve. La Unione Europea sta finanziando oltre 50 progetti simili, il che porta il continente europeo all’avanguardia anche rispetto agli USA dove invece questo lavoro viene portato avanti solo su 130 progetti.

admin

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