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Una TAC per Michelangelo: studio italiano scopre l'artrosi dell'artista

(foto: Charlton Heston nei panni di Michelangelo)
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A volte la ricerca ci sorprende, perché si trasforma in “cold case” (casi archiviati) e va a riscoprire le malattie di cui soffrivano i grandi del passato. E’ successo con Beethoven, con Einstein e oggi, grazie a uno studio italiano, si fa una “TAC” al grande genio dell’arte nostrana, Michelangelo Buonarroti. Lo studio è stato svolto dall’Università di Firenze in collaborazione con quelle di Sydney e Armidale e ha scoperto che il grande artista soffriva di artrosi alle mani.

Una scoperta sconvolgente, perché Michelangelo è morto alle soglie dei 90 anni e continuando a scolpire e dipingere fino alla fine. Si sapeva che aveva le mani un po’ deformi, verso la fine della sua vita, ma si supponeva soffrisse di gotta come tanti al suo tempo. Invece non sarebbe così. Michelangelo avrebbe sopportato con coraggio i dolori intensi e allora senza cura di una artrosi alle mani e lo avrebbe fatto solo per il grande amore del suo lavoro. Analizzando tre ritratti di Michelangelo, dipinti quando l’artista aveva tra i 60 e i 65 anni, i ricercatori hanno studiato la forma delle sue mani, ben in evidenza, e confrontata con alcune deformazioni da artrosi dei nostri giorni.

Ma c’è dell’altro. Michelangelo stesso, scrivendo lettere ad amici e parenti, avrebbe descritto i dolori che provava quando lavorava e secondo gli esperti non ci sono dubbi: era artrosi. E pare incredibile che nonostante quei dolori riuscisse a portare avanti i suoi capolavori, anche considerando che i sintomi erano comparsi relativamente presto. Li aveva già prima dei 60 anni e li ha sopportati per altri trent’anni! Le analisi dei suoi dipinti dimostrano certamente un peggioramento dello stile, che per anni si era attribuito alla vecchiaia e a problemi alla vista…ma l’artrosi oggi dà una spiegazione più plausibile. E il fatto che l’artista l’abbia tollerata tanto a lungo forse deriva dal fatto che l’aver continuato a usare le mani ostinatamente ha in qualche modo permesso al suo sistema nervoso di adattarsi anche al dolore. Certamente un genio anche in questo!

admin

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