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Una TAC speciale che fa quasi "toccare" il cervello

Il cervello è l’unico organo insensibile del nostro corpo. Possiamo bucarlo, spappolarlo, bruciarlo e non riceveremo nessun segnale di dolore. Il male che sentiamo quando abbiamo mal di testa o dopo un trauma cranico è dato dalla pressione su alcune membrane o vasi sanguigni… ma la materia cerebrale vera e propria non l’ha mai toccata nessuno, direttamente.

Eppure se il medico riuscisse a sentire la consistenza del cervello, a toccare alcune anomalie come i tumori o le placche dell’Alzheimer, chissà che non possa anche facilitare le proprie diagnosi? In Francia ne sono convinti e stanno studiando come fare per oltrepassare le mille barriere protettive e raggiungere l’organo direttamente. Alcuni ricercatori di Parigi hanno messo a punto una sorta di risonanza magnetica che rimanda immagini ultradettagliate e realistiche. Grazie alla differenza di impulso, verranno specificate nell’immagine anche le parti molli, dure o anomale della massa cerebrale.

Una scansione non invasiva che rimanda al medico un panorama talmente chiaro che è come se vi avesse immerso le mani dentro. Ciò sarà molto utile nella diagnostica, soprattutto per analizzare emorragie interne, tumori, sintomi di demenza. Grazie alla ricostruzione artificiale della elasticità del cervello si potranno anche studiare da vicino le epilessie (oggi ricorre la Giornata Mondiale), l’idrocefalo, le sclerosi e forse anche eseguire biopsie senza più bisogno di tagliare o bucare. Un orizzonte che si fa sempre più vicino, che fa gola a molti neurochirurghi e che prospetta tempi più rapidi per la cura delle patologie cerebrali.

admin

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