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Il caso Charlie Sheen riaccende i riflettori sull'Hiv

Ha confessato la sua sieropositività a novembre, anche se era a conoscenza della sua malattia già da quattro anni. Tutti ricorderanno l’annuncio dell’attore Charlie Sheen, che ha recitato in tantissime pellicole di successo come, tra le altre, Being John Malkovich. Con la sua confessione l’attore ha scosso il mondo di Hollywood ma ha anche fatto registrare su Google un picco di ricerche sull’Hiv: una ricerca condotta dalla San Diego State University parla di ben 2,75 milioni in un solo giorno. Boom di ricerche anche su altri termini collegati come preservativi, sintomi o test per l’Hiv (altri 1,25 milioni). La notizia della sieropositività della star, in sé drammatica, ha avuto però l’effetto positivo nel riaccendere le luci dei media sulla prevenzione e informazione legate al rischio di contagio dell’Aids.

L’enorme quantità di dati raccolti dai ricercatori è stata divisa in quattro categorie: ricerche con il termine “Hiv”, “preservativo”, “sintomatologia Hiv” e infine “test Hiv”. ll giorno della divulgazione della notizia è stato registato un aumento del 265% di report che citavano la parola “virus Hiv”, il 97% dei quali legato al nome di Sheen. “Nessuno dovrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente il suo stato di salute, ma il fatto che Charlie Sheen l’abbia fatto pubblicamente e su un virus come l’Hiv potrà contribuire ad aumentare l’attenzione delle persone sulla prevenzione e sul rischio di contagio”, hanno spiegato gli autori, ricordando che oltre 1,2 milioni di persone negli Stati Uniti convivono con l’Hiv, ma quasi uno su otto non è consapevole di essere sieropositivo.

admin

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