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E i giovani chirurghi studiano gli "zombie"…

Se sei un giovane studente di Medicina, per esercitarti a usare le mani su un corpo umano dovrai avere a che fare con: cosciotti di maiale, manichini meccanici oppure cadaveri rigidi usati e riutilizzati mille volte. Da oggi però le cose potrebbero cambiare, di molto. In Francia si sta provando un sistema nuovo, ribattezzato “Simlife”. SIM come “simulazione” oppure come il famoso gioco virtuale che ricrea vite umane dal nulla.

E proprio in questo consiste il metodo francese. Prendere dei cadaveri (ovvero persone vere, ormai decedute) e rianimarli meccanicamente in modo che i futuri dottori potranno operarli in presenza di vera respirazione e vero sangue che scorre. In attesa di operare a fianco di chirurghi veri su pazienti vivi, cosa ormai sempre più rara nelle università, i ragazzi potranno comunque affrontare l’ansia di una operazione su questi “cadaveri rianimati”, pronti all’uso. Ma attenzione, non fatevi prendere dall’orrore. Non si tratta di veri “zombie”.

Respirazione e circolazione nei cadaveri verranno controllate con sistemi meccanici, teleguidati da dispositivi computerizzati, ma non esiste il rischio fantascientifico che quei morti tornino a vivere proprio in sala operatoria, alzandosi e scappando! Una volta deteriorate le cellule di cervello e cuore, non si torna alla vita. Ma si può diventare “contenitori” di una circolazione artificiale e di una respirazione simulata quando basta per “illudere” lo studente di avere sul tavolo un paziente addormentato. Una soluzione che, per l’Italia, potrebbe significare anche un notevole risparmio. Infatti le nostre facoltà di solito comprano dall’estero le parti anatomiche per le esercitazioni. In questo modo potranno utilizzare corpi già presenti negli obitori e nelle università locali.

admin

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