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Anziani con demenza controllati da un braccialetto elettronico

Un braccialetto elettronico anti-fuga, ma non per pericolosi serial killer o per mafiosi ai domiciliari… per teneri vecchietti che rischiano di smarrirsi facilmente. E’ la strana novità che a Torino “rischia” (in senso buono) di diventare regola. L’ospedale Le Molinette, infatti, ha voluto sperimentare questo metodo per tener d’occhio le persone malate di Alzheimer e di altre malattie legate alla memoria e all’attenzione.

Il problema di persone con problemi psichici è spesso legato all’impossibilità di tenerli sott’occhio. Spesso questi pazienti scappano dal reparto, dall’ospedale, o dal controllo dei familiari a casa. Il braccialetto, che a loro non darà alcun fastidio ma che trasmetterà ogni movimento al medico o ai familiari, permetterà di capire dove sono e come si spostano.
Dopo l’approvazione del Comitato Etico Interaziendale della Città della Salute e del Garante della Privacy, sotto l’occhio attento del professor Giancarlo Isaia, la sperimentazione torinese è partita lo scorso anno su 11 anziani ricoverati o usciti dalle Molinette. In sette mesi l’allarme è scattato 76 volte, e le persone sono state ritrovate in poco tempo quasi sempre smarrite per strada. Una conferma che il braccialetto funziona benissimo e non è affatto degradante o umiliante. Anzi, può salvare la vita. “Utilizzando un’apposita strumentazione, e senza alcuna limitazione al movimento del paziente all’interno del reparto, è possibile impedire tentativi di allontanamento, garantendo ai pazienti e alle loro famiglie maggiori condizioni di sicurezza” dichiara con orgoglio l’ospedale.

admin

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