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Francia: Test clinico finito in tragedia, erano morti anche dei cani

Un volontario è morto e altri  5 hanno riportato seri danni cerebrali: il bilancio del test clinico di fase I su un candidato farmaco antidolorifico dell’azienda portoghese Bial, finito in tragedia lo scorso gennaio nel laboratorio Biotrial di Rennes, in Francia, nasconderebbe però anche altro. Secondo un’inchiesta realizzata dal quotidiano francese “Le Figaro”, il dramma si sarebbe forse potuto evitare: quando la molecola è stata utilizzata sugli animali durante la fase preclinica della sperimentazione, si legge infatti nell’articolo, “alcuni cani sono morti”. L’antidolorifico, attivo sui recettori degli endocannabinoidi naturalmente presenti nell’organismo, nel trial di fase I è stato infatti somministrato a 90 pazienti e quelli danneggiati avevano ricevuto i dosaggi maggiori. Secondo il quotidiano, che ha raccolto indiscrezioni presso la Commissione temporanea di esperti (Csst) costituita dall’Agenzia del farmaco francese (Ansm) per far luce sulla vicenda, il decesso dei cani avrebbe probabilmente dovuto impedire la somministrazione nell’uomo di “dosi importanti” del composto.

La morte dei cani-cavia è un dato di “importanza considerevole” e “avrebbe potuto rappresentare un vero segnale d’allerta”, commenta nell’articolo Daniele Piomelli, docente di neurobiologia e farmacologia all’università della California di Irvine. Ma perché questi decessi non sono emersi dalle indagini ufficiali avviate dalle autorità sanitarie, dopo che il ministro della Sanità francese Marisol Touraine ha promesso “trasparenza totale”?. “Abbiamo fornito tutte le informazioni che potevamo dare, ma esiste la proprietà industriale”, risponde Dominique Martin, direttore generale dell’Ansm. in più, “il segreto medico” non consente di capire con precisione il tipo di danni riportati dai 5 sopravvissuti. Le lesioni sarebbero state riportate “alla base del cranio”, spiega sempre a Le Figaro il direttore dell’Ansm, ma dove esattamente e con che conseguenze è appunto “un segreto medico”. Secondo quanto risulta al quotidiano francese, le aree interessate sarebbero “l’ippocampo e il ponte, nel cuore del cervello”. Nel rapporto della Csst si parla di “micro-danni ai tessuti cerebrali di gravità variabile, con una topografia insolita ma omogenea fra i pazienti, così come i sintomi clinici”.

admin

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