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Meningite: chi va in Toscana stia attento

I numeri parlano chiaro: nel 2015 solo in Toscana si sono avuti 31 casi di meningite con 6 morti, e nei primi due mesi del 2016 siamo già a 12 casi con 4 decessi. La malattia, causata sia da forme virali che batteriche, è presente sul territorio della regione e si diffonde rapidamente. C’è da dire che non tutte le meningiti sono contagiose, e non tutte sono con esito fatale. Ma essere informati è importante, oggi più che mai.

E mentre la Regione corre ai ripari con le vaccinazioni di massa, il Ministero della Salute mette in guardia il resto della nazione. Chiunque si rechi in Toscana, per motivi di lavoro, turismo o gita scolastica, parta avvisato e informato. Per evitare la meningite, laddove possibile, bisogna evitare i luoghi affollati nelle città dove si sono registrati dei casi accertati. Nel caso di sintomi come mal di testa, vomito e febbre bisogna immediatamente chiamare un ospedale e farsi visitare per capire se si tratta di meningite o solo di influenza. Nel caso di diagnosi positiva, niente panico, avvisare le persone con cui si è stati a contatto e far visitare pure loro.

E’ molto difficile che le persone “di passaggio” possano contrarre la malattia che infatti ad oggi non è ancora uscita dal territorio regionale, ma è sempre bene sapere a cosa si va incontro. E allora se si deve risiedere nei luoghi colpiti dalla meningite per più di tre giorni di fila, la cosa migliore da fare sarebbe richiedere la vaccinazione preventiva alla propria ASL prima di partire. Ma in ogni caso, rassicurano in Toscana, la meningite si diffonde nei luoghi affollati e chiusi. Se si viene a vedere musei si hanno molte meno probabilità di contagio che se si vada in discoteca.

admin

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