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Morire di gioia. Purtroppo succede

Il cuore “spezzato” o il cosiddetto “crepacuore” non è un evento che riguarda solo un forte dolore emotivo o una sofferenza fisica intensa. Può avvenire anche in seguito a una gioia immensa, incontenibile. Tempo fa salì alla ribalta della cronaca, la storia triste di una sposina che -svenuta davanti all’altare il giorno del matrimonio- morì in pochi minuti. Il cuore non aveva retto alla grande emozione e si era letteralmente bloccato.

Fece notizia anche la vicenda della ventenne brasiliana morta a seguito di un lungo orgasmo durante un rapporto sessuale. Gioia fisica ed emotiva diventano “killer”. E la scienza conferma che è possibile, che succede e non di rado. La sindrome è la medesima, “cardiomiopatia di Takotsubo”, . Per tutti è nota come la sindrome del cuore spezzato, ma non è specificato cosa spezzi davvero, quel cuore. Lo studio internazionale (anche italiano) che ce lo spiega è stato appena pubblicato sull’European Heart Journal.

Questa cardiomiopatia avviene quando si ha la dilatazione di una camera del cuore (il ventricolo sinistro) per cui l’organo non pompa più il sangue come si deve, sballando il ritmo e fibrillando. I sintomi sono uguali a quelli dell’infarto: dolore toracico, difficoltà respiratorie, alterazioni del ritmo cardiaco. Si può manifestare diverse volte, anche senza esito mortale inizialmente, ma se trascurata o sottovalutata uccide sicuramente. Lo studio ha analizzato 485 individui cui è stata diagnosticata la cardiomiopatia di Takotsubo ed è qui che si è visto come un piccolo 4% del campione aveva avuto i sintomi “per colpa” di eventi molto emozionanti, gioiosi. Colpa di tutto è lo stress, che è uno scatenamento di energia eccessivo, non importa se a scatenarlo sia stato qualcosa di molto brutto o molto bello.

admin

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