Home » Benessere » Disprassia: quando le parole non vogliono uscire

Disprassia: quando le parole non vogliono uscire

Domenica si celebra la Giornata Europea dedicata alla Logopedia, quella scienza che insegna a parlare bene, o meglio che fa ritrovare l’uso della parola a chi l’ha perduto. Una scienza importante che affronta diversi disturbi, tra cui quello su cui il 6 marzo si punterà l’attenzione più che sugli altri: la DISPRASSIA.

Si intende per “disprassia” la difficoltà a tradurre in suoni, dunque in parole vere e proprie, un pensiero che si ha in testa. E non riguarda soltanto la parola, ma anche altre funzioni motorie del corpo. Chi ha la disprassia magari può camminare ma non sa saltare, può disegnare ma non sa scrivere e così via. E può conoscere le parole ma non sapere come esprimerle a voce. Sono coinvolti nel problema certi legamenti che muovono i muscoli, a causa dei neuroni motori che non riescono più a mandare messaggi corretti dal cervello ai muscoli. Di conseguenza, a differenza della dislessia o della balbuzie, non ci sono traumi psicologici dietro. Ma ugualmente è la logopedia che interviene ad aiutare questi soggetti.

Difficilmente riconosciuta come tale, la disprassia diagnosticata in ritardo può causare problemi nell’apprendimento, nell’abilità di esecuzione di alcuni compiti e, in età adulta, anche di problematiche legate allo svolgimento di azioni sul lavoro. I sintomi sono difficoltà anomale a vestirsi, colorare, muoversi e parlare. Per tutti gli altri, le soluzioni sono varie ma per il parlare si può ricorrere all’aiuto del logopedista. Per saperne di più, dal 6 al 10 marzo la Federazione Italiana dei Logopedisti mette a disposizione un gruppo di esperti che -dalle 10 alle 12 di ogni giorno- risponderà ai vostri dubbi al numero: 049-8647936.

admin

x

Guarda anche

Semi di Chia, tutte le proprietà e i benefici

Semi di Chia, tutte le proprietà e i benefici dei minuscoli semi che si ricavano ...

Condividi con un amico