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Medico di giorno, maniaco di notte: l’aggressore del parco lavorava in ospedale

Sono due gli ospedali che in queste ore stanno tremando, pensando a quanti e quali problemi avrebbe potuto causare un soggetto simile. Eppure il “soggetto” era uno di loro, un medico, appunto impiegato presso due ospedali di Milano. Vita normale -moglie e figli- professionalità, a quanto pare, indiscussa, eppure era lui che aggrediva le donne che si allenavano al Parco Lambro.

In sette hanno testimoniato come “il maniaco”, spesso la sera oppure all’alba, le fermava tra i cespugli del parco, toccando loro le parti intime, in alcuni casi l’uomo aveva tentato di gettarle a terra per violentarle. Era dal 26 ottobre che nessuna donna milanese si sentiva più sicura, al Parco Lambro. La leggenda dell’aggressore col casco da motociclista era diventata il terrore di tutti. Le donne aggredite descrivevano con cura di dettagli quel casco integrale, unico elemento riconoscibile dell’uomo. E una mattina, una signora a spasso col cane, ha visto per caso un uomo che tirava fuori un casco dal bagagliaio dell’auto. La donna non capisce a cosa serva il casco se non c’è nessuna moto, ma solo una macchina parcheggiata. Tiene d’occhio i movimenti dell’uomo, che intanto ha infilato il casco, e poco dopo lo vede aggredire una giovane atleta.

Da lì capisce tutto e prende il numero di targa. Proprio grazie alla targa dell’automobile la polizia risale al medico (si sa solo che ha 44 anni e le iniziali sono S.P.). Viene fermato e portato all’interrogatorio e ai confronti con le testimoni che in modo unanime riconoscono il casco che usava per le aggressioni (anche quello di riserva, che tirava fuori di tanto in tanto). E’ venuto fuori che l’uomo aveva aggredito una donna per tre volte nello stesso vialetto e che altre erano state spintonate con violenza e condotte verso delle siepi. Solo per la prontezza delle ragazze le violenze non si sono mai consumate. Ora il “dottore” è in stato di arresto e dovrà spiegare molte cose. Anche ai suoi pazienti.

admin

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