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Staffilococco: paura in Neonatologia a Roma

Paura a Roma, nella Neonatologia all’ospedale San Camillo. Ci sarebbero stati almeno 33 casi accertati di contagio per mezzo di staffilococco. Di questi 16 sono neonati e 17 personale sanitario addetto al reparto. Lo staffilococco aureo è un batterio che si trasmette per via orale, anche col respiro, o altrimenti con strumenti non sterilizzati. Sarebbe la seconda ipotesi quella più preoccupante, se fosse verificata.

L’allarme era stato lanciato già nelle scorse settimane, date le conseguenze del contagio che in certi casi può portare anche broncopolmoniti, e sebbene dall’inizio di marzo non ci siano più stati nuovi contagi si cerca ancora di capire chi o cosa siano gli “untori”. Dopo il primo neonato malato, prontamente segnalato dai vertici del San Camillo il 23 febbraio scorso, le indagini del servizio regionale per epidemiologia, hanno riscontrato almeno altri 11 bambini che mostravano sintomi riconducibili al batterio. Altri erano solo positivi alle analisi e lo stesso è avvenuto per gli operatori sanitari.

Il contagio degli infermieri però desta nuovi sospetti sulla portata del fenomeno. Dopo il primo caso, il reparto è stato prontamente chiuso e disinfettato? Ci sono state omissioni, perdite di tempo, dati nascosti? Su questo si muove l’indagine della Regione Lazio perché qualcuno aveva denunciato una sorta di “omertà” generica riguardo alla vicenda. L’azienda San Camillo però smentisce, anche davanti alle domande dei giornalisti, e assicura che i provvedimenti necessari sono stati tutti presi ben prima dell’avvio delle ispezioni che non potranno che confermare quanto detto.

admin

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