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Pediatri sulle navi del soccorso ai migranti

In vista dell’estate, quando si suppone che le ondate migratorie dall’Africa raddoppieranno, l’Italia pensa già a come prevenire malattie e disagi soprattutto ai più piccini. Di questi migranti che arrivano in massa, soprattutto dalla Siria in guerra, una altissima percentuale sono bambini minori di 12 anni. Il piccolo Alyan, morto annegato su una spiaggia turca, ha commosso il mondo e dopo di lui tanti altri bimbi sono morti -senza clamore- anche in braccio alle mamme o negli ospedali italiani.

Per salvare questi bambini, la Guardia Costiera ha stretto un accordo con i Medici Pediatri che, a turni e volontariamente, saliranno a bordo delle unità di soccorso ogni volta che arriva un nuovo barcone per prestare le prime cure ai bimbi presenti tra i migranti. E’ stato firmato un protocollo per la collaborazione tra il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e la Fondazione Pediatria e Famiglia, a questo scopo, e partirà al più presto.

La Guardia Costiera sta già partecipando attivamente alle operazioni di soccorso, dal 25 gennaio è in prima linea nella Operazione Poseidon al largo della Grecia. Fino ad oggi i pediatri attendevano a riva l’approdo dei migranti per prendersi cura dei piccoli, ma sono proprio i bambini quelli che soffrono più di tutti questi viaggi mostruosi e dar loro il soccorso immediato è forse più importante che darlo agli adulti. Per questo da ora in poi i pediatri e gli psicologi infantili saliranno direttamente sulle navi per recarsi incontro ai barconi. Nella prima fase partiranno per la Grecia tre pediatri e uno psichiatra che affronteranno casi di denutrizione, disidratazione, ipotermia e disagio psicologico grave nei bambini in arrivo.

admin

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