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Alimentazione: una Pasqua a base di prodotti locali

Gli italiani tornano a spendere, lo fanno in modo saggio e genuino, però stavolta. E così per il pranzo di Pasqua, domani, sono stati spesi in cibo quasi un miliardo di euro, l’8% in più rispetto allo scorso anno. Ma la novità sta qua. La spesa comporta la scelta di prodotti locali, cibi fatti in casa o prodotti base per creare i piatti da sé. Niente più preconfezionati, niente surgelati o arrosti pronti! La riscoperta del cibo locale non è solo legata alle tradizioni ma anche al bisogno di sentirsi sicuri con quel che si mangia… e funziona.

Le uova ovviamente vanno a ruba. Meglio se sono fresche (quelle di gallina su tutte) perché si possono usare anche per le decorazioni e si prevede che ne verranno usate 400 milioni circa. Calano i consumi di carne, specialmente di agnello (gli animalisti esultano!) perché le campagne di sensibilizzazione funzionano e la gente si rivolge ad animali meno “nobili” di cui importa poco pure alla LAV (maiale, pesce, selvaggina). In compenso aumentano i piatti vegetariani: si stima che ne saranno cucinati circa 4,2 milioni. Ovviamente nessuno rinuncerà al dolce… e non si parla solo dell’uovo di cioccolato. Le ricette pasquali abbondano.

Per quanto riguarda le classifiche regionali le stime sono che al nord si mangerà comunque molto ragù e salumi, con Toscana ed Emilia in testa alla classifica. Il Piemonte ovviamente consumerà più dolci di tutti mentre la regione più “vegetariana” forse sarà il Molise, dove la farà da padrona l’insalata ‘buona Pasqua’ con fagiolini, uova sode e pomodori. Al sud non si rinuncia al pesce, ma nemmeno alla carne di agnello dati i molti allevamenti di pecore sparsi per il territorio. E poi la tradizione pasquale, soprattutto nel meridione, impone la carne come simbolo di ricchezza nel giorno di festa, quindi è impensabile che vi si rinunci. Tra i dolci vince la pastiera napoletana così come le uova con il cioccolato locale, che soprattutto in Sicilia sono una nuova scoperta golosa.

admin

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