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L’ictus si recupera… grazie ai batteri

Vivono e proliferano dentro di noi, ci aiutano a digerire e assimilare, a volte diventano cattivi e ci mettono a letto per giorni: sono i batteri intestinali, che non solo sono nostri preziosi alleati per la vita ma anche delle medicine che ci aiutano a superare determinate patologie. Come ad esempio, l’ictus. Lo dice uno studio della Cornell University, il quale ha dimostrato che nei topi l’alterazione della flora intestinale migliorava il recupero nei soggetti colpiti da ictus.

Ma che c’entra l’intestino con una emorragia cerebrale o con un vaso otturato in testa? I batteri che ci aiutano a digerire, ci aiutano anche ad assorbire nutrienti, a produrre energia, a fermare gli agenti nocivi. Inoltre, questi micro organismi producono centinaia di molecole utili per la nostra salute. Nel caso dell’esperimento americano, i topi colpiti da ictus erano stati divisi in due gruppi: il primo, con un antibiotico, aveva avuto la flora intestinale alterata, il secondo invece non aveva subito cambiamenti.
Quando l’ictus impedisce la corretta irrorazione del sangue al corpo, questo si difende accendendo una iperattività del sistema immunitario il che causa disfunzioni e infiammazioni. Alcuni batteri intestinali agiscono proprio su questo: hanno la capacità di modulare la risposta infiammatoria, spegnendo di conseguenza l’iperattività di difesa del corpo ferito. In questo modo, anche se si verificano danni, non sono gravissimi e sono facilmente recuperabili. Dunque, il corretto funzionamento dell’intestino in una persona colpita da ictus permette una ripresa veloce e un miglioramento rapido durante la fisioterapia. Nei topi trattati con l’alterazione della flora intestinale i danni da ictus si erano ridotti del 60%.

admin

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