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Ictus a 13 anni: salvata in extremis

La ragazzina (chiamiamola Sabrina) era arrivata in codice rosso con l’elicottero. Veniva da un paesino vicino Belluno, dalla scuola media che frequentava normalmente come ogni giorno, solo che quella mattina si era sentita male. Di punto in bianco non poteva più parlare né muovere braccio e gamba sinistri. Spaventata, la sua insegnante ha chiamato i soccorsi e una volta giunta in ospedale, a Treviso, gli esami neurologici avevano evidenziato l’impensabile: ICTUS! A soli 13 anni.

Nello specifico era una embolia che aveva portato alla occlusione della arteria cerebrale media. Un caso rarissimo, a questa età, meno di 5 volte su 100.000 … e certamente non prevedibile. Come si può mai pensare che una bambina venga colpita da una malattia da “anziani”? In casi così rari di solito si tratta di problemi congeniti, di predisposizione o solo di drammatiche coincidenze. Nel dramma però Sabrina è stata fortunata, perché i medici trevigiani l’hanno subito sottoposta a un trattamento speciale che ha rallentato l’effetto dell’ictus.

Poi con un intervento chirurgico è stato rimosso l’embolo e a 5 ore dall’evento il pericolo era scampato. E’ stato un lavoro di squadra incredibile. Bravissimi i soccorritori dell’elicottero, che hanno fatto le prime indagini senza escludere nulla, nemmeno un caso tanto raro. Bravi i neurologi, i chirurghi e il personale di assistenza. La bambina rischiava, nel migliore dei casi, di rimanere invalida a vita invece oggi è tornata a casa sana. E’ stata dimessa dal Ca’ Foncello di Treviso la settimana scorsa, dopo una degenza anche molto breve se si pensa alla gravità del fatto. Ora dovrà seguire dei controlli e delle terapie importanti ma il peggio è davvero passato.

admin

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