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Scandalo a Salerno: pagavano per saltare le liste d’attesa

Vi ricordate il falso scoop sul ricovero di urgenza di Papa Francesco, lo scorso anno? Fu indicato tra gli altri un famoso e apprezzatissimo luminare giapponese, il professor Fukushima, ritratto col pontefice in una foto. In quel caso l’uomo smentì categoricamente di avere a che fare con il falso scoop dato che il Vaticano ipotizzava anche un’accusa per truffa. Poi tutto cadde nel dimenticatoio fino alla scorsa settimana quando i carabinieri di Salerno scoprono movimenti illegali presso l’ospedale Ruggi d’Aragona.

In particolare, si parla di liste d’attesa per interventi e trapianti che venivano sovvertite in cambio di notevoli somme di denaro, il che significa accuse di concussione e abuso di ufficio per medici e infermieri, in particolare per tre persone tra cui, di nuovo, il famoso neurochirurgo Takanori Fukushima. Al medico giapponese, come ai colleghi italiani, viene contestato di aver effettuato diversi interventi in finto regime di intramoenia ma nella realtà modificando le liste a proprio piacimento. In base alle cifre pagate, poi, i pazienti venivano affidati al primario o a un semplice assistente. L’indagine è partita dopo la morte di una donna, a seguito di un’operazione andata male. Non è detto che la donna sia morta per un errore di qualcuno, ma questo decesso ha scoperchiato un malaffare diffuso.

In tutto sono stati accertati nove interventi svolti con queste modalità, su pazienti che soffrivano di tumori al cervello, problemi spinali, meningiomi e metastasi. I soldi per assicurarsi il servizio immediato giravano tra le 1500 euro e le 60.000 euro a persona. A dover rispondere di queste pesanti accuse, oltre a Fukushima, anche gli italiani Brigante, Liberti e Iannicelli. Quest’ultima, una donna, è la caposala del reparto neurochirurgia la quale, secondo gli inquirenti, sapeva e non solo favoriva ma copriva il gioco sporco dei medici. Insieme all’ospedale di Salerno qui sono coinvolti altri centri, non per aver partecipato al fatto ma per il buon nome che oggi è a rischio. Come l’istituto pisano presso il quale Fukushima era molto considerato: il Brain Institute San Rossore.

admin

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