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Malati cronici in Italia: una vita in trincea

Vita da malato cronico. Un bel problema e non solo per il disagio che la malattia continua provoca alla vita sociale e lavorativa ma anche per i problemi infiniti che bisogna affrontare negli ambienti di cura. Talmente tanti che il rapporto nazionale del Coordinamento Malati Cronici ha definito queste persone “maestre nell’arte di arrangiarsi”!

In Italia l’arte di arrangiarsi è storia comune, ma nel caso di queste persone è sopravvivenza. Ed è sbagliato, questo, perchè a un malato tocca assistenza e serenità, non una lotta continua. Eppure, dicono i rapporti, “i tagli al Sistema Sanitario Nazionale hanno colpito, e non poco, anche l’assistenza alle persone con patologie croniche e rare. La cronicità è la sfida del futuro per la sostenibilità del sistema sanitario, ma nei fatti sulle cronicità siamo in ritardo”. Le malattie croniche riconosciute sono: ipertensione, allergie, osteoporosi, bronchite e diabete. Altre sono in fase di riconoscimento, come le emicranie e i dolori articolari. In Italia dichiara di soffrirne il 38% delle persone, e il 75% di loro mette in evidenza enormi difficoltà quotidiane da affrontare.
Difficoltà che sono dovute a: riduzione del personale nei centri specialistici, liste di attesa infinite, chiusure di reparti, riduzione delle ore di riabilitazione, riduzione delle agevolazioni in sostegno dei malati. Moltissimi sono costretti ad affrontare le cure lontani da casa, il che non significa per forza fuori regione… ma per un malato cronico anche un ospedale a un’ora di distanza è lontanissimo. La burocrazia completa l’opera soffocando malati, familiari e medici che li assistono. Infine, un’associazione su quattro denuncia che, a diagnosi avvenuta, la difficoltà di trovare o di recarsi presso i centri di riferimento per quella tale malattia è davvero pesante da sopportare.

admin

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