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Un microchip sblocca la paralisi

Il protagonista è un ragazzo di 24 anni paralizzato quasi totalmente a causa di una lesione al midollo spinale che lo ha lasciato privo dell’uso di tutti e quattro gli arti. E’ rientrato nel programma sperimentale portato avanti dalla Ohio University, negli Stati Uniti, e giù due anni fa, nel giugno 2014 si erano visti i primi incredibili miglioramenti nel suo stato fisico. Ma come si era arrivati a questo?

La Ohio University da tempo sta studiando l’azione di un microchip che funzioni come un bypass cerebrale, aggirando cioè la lesione e fornendo le dovute comunicazioni tra cervello e resto del corpo. C’è da dire che il ragazzo, dopo l’incidente, aveva recuperato un minimo di mobilità ad una delle mani ma non sarebbe potuto andare oltre. L’innesco del primo chip, quattro anni dopo il trauma, aveva già evidenziato notevoli progressi al punto che i ricercatori hanno deciso di puntare tutto su questa nuova via. Nei due anni che sono seguiti al primo esperimento, il microchip è stato ulteriormente migliorato e dopo il secondo impianto, avvenuto appunto quest’anno, il giovane è riuscito per la prima volta ad afferrare una bottiglia da solo.

E non solo. Ha potuto anche versare l’acqua e bere da solo. E ha strisciato la propria carta di credito e digitato il nome sul computer. Il chip è stato impiantato sulla corteccia che regola i movimento, mentre le connessioni neuronali sono state decifrate tramite algoritmi matematici rendendo il software in grado di capire gli ordini del cervello tramite gli impulsi elettrici. Questo crea delle connessioni artificiali che però funzionano in tutto e per tutto come quelle naturali. I progressi che in soli due anni il paziente ha raggiunto hanno premiato il lavoro dei ricercatori e aperto la via a nuove speranze per i tanti pazienti paraplegici e tetraplegici che attendono da tempo un faro nel buio.

admin

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