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Diagnosi e protesi perfette al Rizzoli di Bologna

Tornano i nuovi metodi tecnologici per dare un aiuto prezioso alla medicina. Ormai stampanti 3D, protesi in titanio, micro chip che muovono i nervi sono la realtà di un mondo scientifico che collabora per ottenere il massimo risultato. Ed è bello che questo avvenga anche in Italia, per esempio all’Istituto Ortopedico “Rizzoli” di Bologna.

Qui infatti è stato da poco adottato un nuovo macchinario per la diagnosi e la ricerca che permette di visualizzare immagini in 3D di ossa e articolazioni in modo talmente preciso e dettagliato da poter dare le diagnosi più esatte in assoluto, ma anche da realizzare le protesi necessarie. Si chiama Bioprinting, il sistema, e mette insieme le immagini ricavate da raggi X, TAC e proiezioni tridimensionali, producendo una immagine perfetta che sembra si possa anche toccare. Quasi un ologramma insomma.
E’ costato 2 milioni in tutto, con un finanziamento diviso in parti uguali tra ministero della Saluta e Regione Emilia-Romagna. Gli sviluppi che questa collaborazione tecnico-medica potrà avere sono inimmaginabili. Si parla già di costruzione di protesi in tempi più brevi, e con risultati esatti al 100% che elimineranno i disagi derivati da problemi di costruzione o di collegamento. Purtroppo questo richiede risorse continue, una battaglia anche questa che devono affrontare le istituzioni insieme agli ospedali.

admin

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