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E’ vero, aumentano le allergie. Colpa degli additivi

Ogni anno, insieme ai nostri cibi preferiti, consumiamo anche gli additivi che vengono usati per mantenerli fino alla scadenza o per dar loro più colore e più sapore. Additivi che di per sé non sono dannosi, ma se consumati in grandi quantità vengono percepiti dall’organismo come nemici e dunque scatenano reazioni infiammatorie. In media, in un anno consumiamo circa un chilo di additivi alimentari.

Ce lo rivela la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) nel convegno recentemente svoltosi a Napoli. Gli additivi alimentari comunemente in uso, circa 3.000, sono spesso usati come conservanti, stabilizzanti, coloranti, e sono dunque necessari per evitare che ogni prodotto si debba gettare via entro due giorni. Ma se non impariamo ad alternare questi cibi “in serie” con quelli a chilometro zero o fatti in casa, il rischio di allergie aumenterà di anno in anno. Non sono poche le persone che sviluppano allergie a 40 anni o anche dopo, e si meravigliano perché di solito si pensa che le allergie siano presenti dalla nascita.
Ma non è così. Alcune allergie si manifestano proprio quando il corpo non ne può più di “veleni” e comincia a reagire all’impazzata. Attualmente i casi di nuove allergie sono oltre due milioni, pari al 3,5% della popolazione totale. La maggior parte delle persone adulte diventa allergica alla frutta secca, a certi tipi di verdure, a crostacei, semi e grano. I giovanissimi (under 18) spesso sviluppano quelle ai latticini, al nichel e ai legumi. Alcune sostanze, come il glutine, possono essere presenti anche nei salumi. Ecco perché è importantissimo rivalutare i cibi locali, quelli di provenienza sicura, quelli dei contadini e degli allevatori a chilometro zero e impegnarsi sempre più a sostenere progetti come SLOW FOOD.

admin

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