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Libera l’infermiera di Piombino: non uccise i pazienti

Lo avevamo scritto subito che era meglio “andar cauti con le accuse”, e oggi infatti la giustizia ha riconosciuto l’errore. Non era lei, Fausta Bonino, savonese di origine ma toscana di adozione, la “killer” che aveva tolto la vita apparentemente con crudeltà a ben 13 pazienti anziani dell’ospedale di Piombino.

L’infermiera era stata arrestata in marzo dopo che una serie di pazienti, quasi sempre malati terminali e quasi sempre anziani, erano deceduti in circostanze misteriose e tutti nel turno di lavoro della donna. Lei si era sempre dichiarata innocente e così chiunque l’aveva conosciuta, parenti, amici e vicini di casa, giuravano che era impossibile. Quella signora dal viso duro e spigoloso, dall’espressione severa, in realtà era una persona dal cuore grande, una donna buona e gentile. Oggi lo conferma anche la legge che rimanda a casa la signora Bonino in piena libertà, perché il crimine non è stato fatto da lei. Ma certamente qualcun altro ha agito contro quelle povere persone… si tratta di ricominciare e di rileggere meglio le prove.

Tra tutte, una intercettazione telefonica in cui una voce (NON quella della Bonino) parla di “non dire nulla” relativamente a delle morti avvenute in reparto. Era partito tutto da qui, ma l’errore di persone è avvenuto proprio su quella voce. E da lì ora si ricomincia, perché l’assassino (o l’assassina) è ancora libero di agire. E la signora Bonino come vive la fine di un incubo? “Faccio le mie condoglianze ai parenti di quei morti, perché io assolutamente non c’entro” è il suo primo pensiero “Fui proprio io insieme alle mie colleghe a dare l’allarme su quelle morti sospette tra il 2014 e il 2015. Noi del reparto avevamo già chiesto spiegazioni ai superiori su due casi in particolare. Ho sempre fatto solo del bene in vita mia…” e continuerà a farne ancora. Anche se quel “marchio indelebile” non si cancellerà più dalla sua vita e dai suoi ricordi.

admin

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