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Giovane calciatore racconta del proprio tumore al testicolo per far prevenzione

Per parlare ai giovani occorre un “idolo” che loro ammirino e capiscano. Un calciatore, per i maschi, è il massimo… anche se gioca soltanto nel Sassuolo, e non nella Juve o nel Milan. In questo caso, lui si chiama Francesco Acerbi e ha deciso di raccontare il proprio dramma personale ai coetanei, per dare una mano alla ricerca e alla prevenzione. Si parla spesso di tumori femminili, ma quelli maschili sono in agguato altrettanto: prostata e testicolo su tutti.

Il giovane difensore, Acerbi, lo ha vissuto sulla propria pelle quando un tumore al testicolo gli fu diagnosticato poco tempo fa. Per fortuna era solo agli inizi ed è stato possibile asportarlo e guarire senza particolari traumi, tranne quello psicologico che ovviamente rimane. Parlarne e fare prevenzione è il mezzo migliore per evitare che altri vivano questa esperienza. Il cancro al testicolo è il tumore maschile in età giovanile più frequente, purtroppo diagnosticato tardi perché non dà particolari sintomi. Colpisce principalmente fra i 25 e i 40 anni, e può lasciare sterili, o incapaci di avere un buon rapporto sessuale… se non addirittura diffondere metastasi e diventare letale.

L’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma – Fondazione Gemelli, in un congresso a Roma, ha diffuso i dati relativi ai giovani italiani. “Aumentano i casi (oltre 2000 ogni anno), ma siamo in grado di assicurare che la mortalità è in netto calo, perché oltre 9 casi su 10 si curano”. Ottime notizie che non devono mai far abbassare la guardia, però. Occorre che il giovane uomo, così come la giovane donna, impari ad accostarsi alla visita di controllo. Basta una sola visita l’anno (prima dei 40 anni, dopo magari due) per trovare in tempo le anomalie e intervenire. Basta imparare l’autopalpazione al testicolo, una volta a settimana, per imparare a controllarsi. Lo fanno gli sportivi, come Acerbi, lo possono fare tutti. Ne va di una vita serena e sana… ne va proprio della vita.

admin

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