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L’Alzheimer si “legge” negli occhi

Presso l’Università del Rhode Island (USA) è in corso in questi mesi la prima parte di un esperimento che durerà ancora alcuni anni e che mira a scoprire la possibilità di ammalarsi di Alzheimer con dieci o quindici anni di anticipo. Lo stanno testando i ricercatori guidati dalla dottoressa Santos su 63 individui a rischio. L’innovazione assoluta è che la tendenza ad ammalarsi verrà “letta” dentro l’occhio!

Se, tramite esami retinici comuni, come quelli che si usano oggi per vedere le maculopatie (Tomografia Ottica, autofluorescenza con laser blu) saranno riscontrati altri «corpi anomali» nella retina potrebbe essere un indizio che quella persona avrà una formazione di placche nel cervello entro i prossimi 10 anni. Per ora si sa soltanto che più precoce è la diagnosi di Alzheimer più si potranno applicare le tecniche preventive e sperare di scongiurare la malattia. Ecco perché è importante scoprirla in anticipo. E con i mezzi di oggi (la PET amiloide, ad esempio) occorrono molti soldi che non tutti hanno. Con gli esami retinici comuni invece la visita è alla portata di tutti.

Le 63 persone coinvolte nello studio hanno già alcuni fattori di rischio, come l’ereditarietà o dei traumi cerebrali che possono accelerare la comparsa di placche. Esaminando la retina, in alcuni di loro sono state riscontrate delle anomalie diverse dalla classica maculopatia. Ora si tratta di seguirli nel tempo per vedere se svilupperanno l’Alzheimer entro i prossimi dieci anni, cosa che di fatto confermerebbe lo scopo della ricerca. In caso di comparsa precoce della malattia, saranno gli stessi ricercatori a cercare di trattare i sintomi in modo da ritardare la comparsa, ma il solo fatto di aver visto l’inizio del processo sarà la firma alla validità del loro lavoro.

admin

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