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Mieloma multiplo: nuove terapie e nuovi approcci

Cambia il modo di trattare il mieloma multiplo. Le nuove linee guida aprono la sperimentazione anche a persone con la malattia agli inizi. Fino a poco tempo fa bisognava aspettare di vedere una serie di sintomi gravi prima di sottoporre i pazienti alle cure nuove, oggi invece i parametri base sono una plasmacitosi del midollo osseo dal 60% in su, oppure lesioni ossee superiori a 100.

Lo avrebbero deciso alcuni medici americani e ricercatori della Harvard Medical School sulla base di trattamenti su alcuni campioni di pazienti malati di mieloma multiplo. Anche quelli prevalentemente asintomatici sono stati candidati al trattamento per vedere se l’efficacia o la inefficacia di questo sia dovuta all’uso tardivo oppure ad altri fattori. Si può quindi iniziare la cura sperimentale anche se non si hanno ancora i segni base del male (rialzo dei livelli di calcio, insufficienza renale, anemia o anomalie ossee). D’altronde l’inizio precoce delle cure è importante per capire fino a che punto si può contrastare la malattia.

Nei pazienti a cui il male è stato diagnosticato da poco, si è scelto di applicare la combinazione lenalidomide/bortezomib/desametasone come regime prima scelta, in quanto questa triplice terapia avrebbe migliori risultati rispetto alla duplice finora testata. Altra terapia triplice è quella di lenalidomide/ixazomib/desametasone, che si prende per via orale (prima volta in assoluto) come trattamento iniziale. In tutto questo i pazienti ne ricavano vantaggi in termini di benessere e resistenza al male, che possono giovare molto se la malattia dovesse progredire.

admin

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