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Dolori reumatici, serve collaborazione medici-pazienti

Una volta si diceva “la nonna ha i reumatismi” e tutto finiva lì. I dolori articolari erano un problema degli anziani. Oggi si sa che non è così. Malattie serie, come artrite reumatoide, artrosi, psoriasi, fibromialgia, gotta e lupus eritematoso sistemico possono colpire anche persone giovani e possono essere in certi casi anche ereditarie.

Si parlerà di queste ed altre malattie delle ossa al Collegio dei Reumatologi Italiani, al via oggi a Torino, con il benvenuto del direttore delle “Molinette”, dottor Enrico Fusaro. L’ospedale torinese ha infatti aperto da poco, al suo interno, un ambulatorio dedicato alla diagnosi precoce dell’artrite reumatoide. La velocità di diagnosi in queste malattie reumatiche è tutto, perché si deve giocare a prevenirle per poter alleviare meglio i sintomi. La ricerca ha fatto grossi passi avanti, ma in Italia stenta ancora a causa dei troppi tagli alla Sanità che favoriscono l’esistenza di strutture contro malattie mortali (cancro o AIDS) piuttosto che contro le malattie croniche.
In questo caso, l’unica ancora di salvezza è la stretta collaborazione tra medici e pazienti e familiari dei pazienti. Esistono dei farmaci cosiddetti «di fondo» (DMARD) in grado di ridurre il dolore e gonfiore articolare e di rallentare o bloccare il danno alle articolazioni, esistono farmaci biotecnologici, ma spesso sono difficili da reperire e l’informazione è scarsa a riguardo. Per questo i medici cercano il sostegno e la collaborazione diretta con i pazienti, per aiutarsi a vicenda in una lotta in cui il tempo è tutto.

admin

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