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L’AIDS compie 33 anni e non è ancora stato sconfitto

Domani l’AIDS compie 33 anni. O meglio, sono 33 anni che lo conosciamo e sappiamo come contrastarlo anche se ad oggi sarebbe dovuto essere già sconfitto… e non lo è. Il 20 maggio 1983 la cosiddetta “peste degli omosessuali” (così veniva chiamata prima di capire cosa fosse) veniva identificato nelle sue cause con il virus HIV, un nemico mutante e sfuggente che però finalmente aveva un nome. Fino ad allora, la gente moriva senza capire perché e inizialmente si pensava fosse un problema esclusivo degli omosessuali, data l’alta incidenza di morti in questa comunità.

Con la scoperta del virus HIV e della sua azione si è capito che il problema riguardava tutti, gay ed etero. Che la malattia doveva essere braccata per essere capita. E infine che si potevano contrastare i sintomi ma non si riusciva a sconfiggerla. Lo HIV attacca in maniera specifica le cellule del sistema immunitario, rende le persone affette più vulnerabili a molte malattie che generalmente, nelle persone sane, non creano particolari problemi (anche il raffreddore o un semplice mal di gola). Molti tabù sono stati distrutti dopo questa scoperta: oggi sappiamo che l’AIDS non si trasmette col contatto a pelle, né con un bacio o col respiro ma con lo scambio di sangue e liquidi sessuali.

Tanto si era fatto, negli anni Novanta, per aiutare la scienza a combattere questa malattia. Le campagne per l’uso dei preservativi, ultimamente condivise anche dalla rigida Chiesa Cattolica, le campagne informative sul sesso sicuro e su come comportarsi davanti a persone sieropositive. Tutto lasciava pensare che si sarebbe arrivati alla vittoria sul virus prima del 2030. Oggi invece l’ottimismo sta calando. Stiamo tornando indietro e aumentano i contagi. Vuoi perché la gente sottovaluta la malattia (dato che ci si può convivere non sarà pericolosa!) vuoi perché i giovanissimi oggi non usano più il preservativo e non credono più alle informazioni dei medici. Oggi si sa che metà delle persone malate di AIDS nemmeno sa di essere contagiata e non fa nulla per accertarlo, causando con ciò una ulteriore diffusione del contagio. In Italia, è la Lombardia la regione col più alto numero di persone malate e contagiate. Purtroppo seguita a ruota da Lazio e dalla insospettabile Emilia Romagna.

admin

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