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“Morti bianche” quasi sempre dovute a tumori

In Europa le “morti bianche” ovvero quelle che avvengono sul posto di lavoro, per cause estranee alla violenza o alla crudeltà, sono tantissime. Ma quel che si sta scoprendo, con grande sconforto dei medici, è che 102.000 di queste morti “lavorative” sono causate da tumori provocati da sostanze con cui il lavoratore viene a contatto durante la sua giornata. Dunque ciò che si respira e che si tocca uccide più di un crollo o di una sega impazzita.

I dati parlano chiaro: sono in gran pericolo principalmente coloro che entrano in contatto con la silice cristallina (miniere, cantieri edilizi, industria del vetro, ceramica), e anche chi lavora con le polveri di legno duro sotto il naso, cioè i produttori di mobili. In queste aziende si è a rischio anche per l’uso di sostanze chimiche e di vernici. E poi ci sono i lavoratori che hanno a che fare col cromo esavalente, adoperato soprattutto per produrre pitture, rivestimenti, metalli e reso famoso dal caso americano della “PG&E” portato alla ribalta da Erin Brockovich.

E questi sono solo alcuni dei tanti materiali tossici con cui vengono a contatto giornalmente migliaia di lavoratori europei, per un totale di 53% dei decessi registrati nelle aziende e nelle fabbriche. L’Unione Europea ha così deciso di avviare delle pratiche di sicurezza per prevenire queste stragi silenziose. Per prima cosa si dovrà modificare la Direttiva sugli Agenti Cancerogeni in ambito occupazionale. Si introdurranno dei nuovi “valori limite” di esposizione per i 13 agenti chimici che risultano essere i più pericolosi, valori che non erano mai stati toccati da 70 anni a questa parte mentre molte cose, intorno, sono cambiate. Nuove misure per coprire anche i costi che comportano queste malattie, non solo per le assicurazioni delle aziende ma anche per la perdita di produttività che causano quando un operaio si ammala o muore.

admin

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