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La malaria in un respiro

Sta tornando a far paura agli occidentali, la malaria che credevamo sconfitta. Invece era rimasta nel mondo, aveva continuato a colpire in Africa, Asia e Sud America e le nuove migrazioni ce la stanno facendo riscoprire nostro malgrado. Dunque torna la sfida che sembrava essersi interrotta nel XIX secolo … come sconfiggere la malattia iniettata dalle zanzare tropicali?

I ricercatori inglesi della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization stanno conducendo nuovi studi per riuscire a individuare la presenza della malaria in una persona dal solo suo respiro. L’aria espirata dai malati di malaria, infatti, conterrebbe molecole organiche ben precise, i TIOETERI. Si tratta di particelle di zolfo che di norma non dovrebbero essere rilevabili facilmente.
Nei malati di malaria, invece, i TIOETERI sono in gran quantità e si rilevano subito, fin dalle primissime giornate di contagio. La ricerca, che si sta svolgendo in Africa, sta campionando diversi “respiri” di persone che sono state o sono ammalate. Li si analizza con un sensore particolare che rileva tracce di queste molecole anche infinitesimali. Se la teoria inglese è giusta, basterà un solo respiro per individuare la presenza della malattia. Questo velocizzerà di moltissimo le diagnosi, soprattutto in situazioni limite come gli sbarchi di migliaia di immigrati… e permetterà anche di arrivare con molto anticipo alla cura, cosa che fa la differenza tra avere o non avere conseguenze per tutta la vita. Questo sistema si potrà usare anche fuori dagli ospedali, in situazioni come quelle di certi villaggi africani dove finora era impossibile scoprire i contagi.

admin

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