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Si conclude oggi la Settimana del Pronto Soccorso

Si conclude oggi in tutta Italia, la Settimana Nazionale del Pronto Soccorso. Non tutti se ne sono accorti, non è stata molto pubblicizzata ma rientra nella tipologia di assistenza dei nostri reparti di primissima assistenza… lavorare con impegno nel silenzio. Molti non sono convinti, anzi puntano il dito con sicurezza contro i Pronto Soccorso visti come “mali” maggiori del Paese.

Invece, come ci fanno sapere da una ricerca condotta in Liguria, negli ultimi 10 anni gli accessi al PS sono aumentati e in particolar modo per assistere persone anziane. Anziani soli e spaventati sono quindi il quadro del paziente-tipo che ricorre spesso al Pronto Soccorso ma a questo reparto molti di noi devono anche la vita. E’ qui che si interviene subito sui codici rossi, ovvero i casi più gravi, ed è qui che si smistano i malati in base alle esigenze. Purtroppo ci sono anche casi di malasanità… gente che rimane settimane in barella, parcheggiata in un corridoio, assistenze sommarie che provocano la morte di un malato… e in quei casi si urla subito alla chiusura del Pronto Soccorso.

Invece questi reparti vanno potenziati e usati con saggezza. Potenziati, perché occorre assistenza continua e capace, con personale sempre lucido e mai stanco. Usati con saggezza perchè troppo spesso si ricorre al PS solo per una banale influenza, per un mal di testa o per un taglietto sul dito… occupando così posti che spetterebbero a emergenze vere. Si deve lavorare per avvicinare la sanità ai cittadini nel rapporto ospedale-territorio, e questo significa anche capire quando è il caso di correre in ospedale e quando invece basta solo una telefonata al medico. Nella maggior parte dei casi, il malfunzionamento dei Pronto Soccorso è colpa nostra, non dei medici. Impariamo a rispettare il loro lavoro e a ringraziare chi permette che questo reparto viva e operi per il nostro bene.

admin

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