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Diabete: microinfusori al posto dell’ago

micro infusore

Il diabete giovanile (tipo 1) si chiama così perché compare fin dall’infanzia e colpisce dunque i più giovani. Chi ne soffre impara fin da piccolissimo a iniettarsi le dosi di insulina man mano che il corpo ne richiede e diventa una brutta schiavitù, anche se col tempo ci si fa l’abitudine. Avere a che fare tutta la vita con l’ago di una siringa ma soprattutto con orari, scadenze e ansie legate al cibo è forse il problema maggiore per queste persone nel gestire la malattia.

Adesso la ricerca ha messo a punto un nuovo metodo per l’inoculazione dell’insulina, il microinfusore. In Italia stenta ancora a prendere piede ma all’estero è già usato ed è molto più comodo anche perché elimina il fastidio delle iniezioni quotidiane. Funziona con un dispositivo, il microinfusore appunto, che viene messo a contatto con la pelle e attraverso dei minuscoli aghetti inietterà l’insulina nel momento in cui viene richiesta. E per sapere quando è il momento, il dispositivo analizzerà i dati corporei del paziente con una App simile a quelle dei cellulari, registrando le quantità di zucchero presenti e “decidendo” di volta in volta.
In pratica lavora come il pancreas, rilasciando l’insulina solo se e quando richiesta dal corpo, gradualmente e a proposito. E il fatto che sia costantemente applicato alla pelle non richiede il tempo perduto a preparare e iniettare l’insulina, rendendo la vita di questi giovani malati molto meno condizionata. Sarà possibile per loro anche uscire con gli amici, fare sport e lavorare pur continuando a tenere sotto controllo il diabete.

admin

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