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Estate, tempo di vespe e di punture. Ecco come proteggersi

Come si fa a sapere se si è allergici alla puntura d’ape o di vespa? Non si sa. Si deve prima provare sulla pelle e in base ai sintomi lo si capisce. Il problema è che a volte i sintomi sono mortali, dei veri e propri shock anafilattici. Per questo è sempre bene portare con sé -in campagna, al pic nic, in campeggio- delle fiale di adrenalina (o qualsiasi altro farmaco adatto allo scopo consigliato dal medico) per contrastare una eventuale emergenza. Intanto, nella media generica, nove italiani su dieci almeno una volta nella vita vengono punti da un’ape, una vespa o un calabrone, e otto su cento hanno una reazione violenta.

I soggetti più a rischio, anche se sembra assurdo, sono gli apicoltori. In teoria loro sanno come trattare le api e sanno come NON farsi pungere. Le api, inoltre, riconoscono la mano dell’apicoltore e non lo attaccano. Ma può capitare che per errore una o più api pungano lo stesso l’uomo e questo potrebbe causare reazioni da shock. Anche anziani e bambini sono a rischio, a prescindere dalla allergia o meno, in quanto soggetti meno forti. Ma ognuno di noi potrebbe essere allergico senza saperlo. Proteggersi a priori è sempre cosa buona, chiamare il medico in caso di puntura è la soluzione migliore. In vista dell’estate, la FederAsma organizza ancora una volta la campagna informativa “Punto nel vivo” proprio per istruire la gente su questo problema.

Ma anche per informare sulle “novità”: nuovi insetti “immigrati” stanno allertando le associazioni e i medici perché non si sa ancora bene come reagiranno le persone attaccate. Un esempio su tutti, la vespa velutina, o “calabrone killer” che non ha predatori in natura e quindi non può essere allontanata in modo naturale ma solo con insetticidi o disinfestazioni. Originaria della Cina questa vespa si confonde facilmente col calabrone italiano che tutti conosciamo ma si può riconoscere da alcuni piccoli dettagli: primo, è appena più corta e ha antenne nere e zampe bicolore (gialle e nere) laddove nel calabrone sono solo nere. Inoltre si nutre delle larve di ape quindi si trova facilmente nei pressi degli alveari. E’ pericolosa perché può sterminare le api, utilissime per l’equilibrio naturale della flora, ma può anche infliggere punture velenosissime all’uomo.

admin

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