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Non era frattura ma tumore. A giudizio due medici per la morte di un ragazzo

La storia, triste, di questo ragazzo risale al 2013 quando per un forte dolore alla gamba venne ricoverato in ospedale con sospetta frattura al ginocchio. Il giovane, che non aveva ancora 20 anni, fu operato e rimandato a casa con la diagnosi positiva di un problema risolto. Invece quel “ginocchio rotto” era un cancro alle ossa che lentamente ha divorato tutto.

L’operazione risolse solo un sintomo ma non scoprì la malattia che andò avanti e devastò il corpo del ragazzo fino a portarlo alla morte, il 30 novembre 2014. Da allora i genitori di Domenico, questo il suo nome, hanno combattuto senza freno con la grinta di chi sa che se si ferma muore di dolore. Quella morte si poteva evitare? Non si sa, non è sicuro. Il tumore alle ossa è tra i più aggressivi e terribili, ma sapendo che esisteva si sarebbe forse potuta tentare una chemio massiccia, altre operazioni… qualunque cosa.

Invece Domenico è tornato a casa “guarito” mentre invece continuava a morire lentamente. E non fu una morte serena perché prima dovette passare dall’amputazione della gamba, da atroci dolori e da uno strazio infinito che merita certamente un risarcimento di qualche genere. Non tanto per la famiglia, che probabilmente darà tutto in beneficenza, ma per l’errore umano che ha scambiato un tumore per una semplice frattura casuale. Quel “se fosse…” rimane sospeso sulle teste dei genitori di Domenico che chissà, magari, può darsi… avrebbe potuto salvarsi. O almeno morire in maniera meno drammatica. Oggi, due medici della clinica romana che lo ha operato sono accusati di lesioni e omicidio colposo.

admin

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