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Dieci chilometri a piedi nonostante la paralisi. Manuela e il suo esoscheletro

Un incidente a volte anche banale, come un tuffo sbagliato o una caduta, possono segnare la vita per sempre. E’ quello che succede alle persone paraplegiche, che perdono per sempre l’uso di alcuni arti, come le gambe. E’ quello che è successo a una giovane donna, Manuela Migliaccio, dal 2009 condannata alla sedia a rotelle. Sedia che però lei ha sempre rifiutato. Ha potuto farlo anche grazie alla tecnologia moderna che le ha fornito il mezzo alternativo: un “esoscheletro”.

Si tratta di EKSO, una struttura di deambulazione che si applica alle gambe e al bacino e grazie a un’anima robotizzata si muove e fa muovere anche il corpo paralizzato. Per questo “esoscheletro”, perché funziona come le ossa solo che lavora da fuori e non da dentro. Oltre al motore principale, è fornito di tanti piccoli propulsori secondari che snodano le articolazioni una per una, garantendo movimenti elastici al punto che da subito Manuela ha potuto alzarsi e camminare. Prima cinque chilometri, poi sei, poi nel 2013 ben 10 chilometri percorsi in 5 ore, 11 minuti e 7 secondi, un record assoluto per gente nella sua condizione.

Un tempo l’esoscheletro era solo per le strutture riabilitative. Un dispositivo che serviva per allenare il paziente e basta. Oggi può andare a casa con loro, diventa compagno di vita, mezzo di trasporto che ridona il gusto di camminare in modo autonomo. Non solo aiuta a spostarsi senza dipendere da altri ma incoraggiando il movimento degli arti potenzia anche quei muscoli che altrimenti si atrofizzerebbero. E insieme al movimento muscolare stimola quello… mentale. La ritrovata fiducia in se stessi, nelle proprie azioni, allontana le crisi depressive e di panico alle quali i soggetti paraplegici possono andare incontro. Il primo esoscheletro a salire alla ribalta della cronaca fu quello che nel 2012 permise a Claire Lomas, paraplegica, di completare in 16 giorni la maratona di Londra. Si chiamava REWALK ed era -se ci passate il termine- solo l’antenato di quello moderno. Immaginate il progresso in atto…

admin

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