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Arrivano le cellule kamikaze

KAMIKAZE è una parola giapponese che vuol dire “vento di Dio”. Con questo urlo sulle labbra morirono, suicidandosi, gli aviatori giapponesi durante la II Guerra Mondiale, colpendo col proprio aereo in picchiata le navi nemiche. Da allora si indica con questa parola qualsiasi persona che si lascia morire per un ideale, giusto o folle che sia. Kamikaze sono i terroristi che si fanno esplodere tra la folla, quelli che sparano e poi si suicidano e così via. Ma kamikaze sono anche delle cellule inventate da ricercatori italiani per uccidere il cancro.

Le cellule in questione sono i linfociti del sistema immunitario rese armi di distruzione dalla nuova tecnica attraverso cui vengono “ingegnerizzate” : CAR-T. La tecnica CAR-T rappresenta una svolta importante nella lotta contro il tumore, che nel 60-70% dei pazienti in sperimentazione è addirittura sparito del tutto. Si trattava di pazienti malati di leucemia linfoblastica acuta allo stadio avanzato, ma la tecnica potrebbe funzionare anche contro linfoma e mieloma. Lo studio innovativo è stato condotto dal Policlinico Federico II di Napoli insieme al Baylor College di Houston ed entrambi vogliono precisare che siamo ancora in fase sperimentale e nulla fa credere che la terapia sarà in uso a breve. C’è ancora molto da studiare.

La CAR-T funziona così: i linfociti modificati tramite ingegneria genetica esprimono dei recettori che riconoscono le cellule tumorali, le attaccano e le distruggono totalmente. Dopo di che, però, per evitare che lo stesso messaggio sia diffuso a cellule sane e che si scatenino comportamenti anomali la cellula assassina si “suicida” e sparisce anche lei. Inizialmente la tecnica sarà utilizzata insieme alla chemioterapia. La chemio serve a indebolire il tumore, l’attacco delle cellule kamikaze a eliminarlo per sempre. L’autodistruzione delle cellule, infine, permette al corpo di rimettersi in fretta dopo la malattia e di recuperare le energie perdute riducendo al massimo l’uso di terapie conservative dopo la scomparsa del tumore. Unico problema: il costo. Si prevede fin troppo elevato quando, un domani, sarà in uso.

admin

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