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Premio all’uomo che ha scoperto le “cellule infedeli”

Il dottor Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano e docente all’Humanitas University, domani sarà a Bruxelles dove, alla presenza della principessa Astrid del Belgio, riceverà il Premio di Oncologia 2016. Il suo merito? Aver reso note al mondo la presenza e l’azione delle cosiddette “cellule infedeli” che tradiscono il nostro sistema immunitario per aiutare il tumore a progredire.

L’idea di Mantovani, in realtà, deriva da studi precedenti condotti dal tedesco Rudolf Wirchow dal 1863 in poi. Wirchow aveva cominciato a studiare l’azione di cellule del nostro sistema di difesa e come invece cambiassero una volta a contatto col tumore, lavorando in suo favore invece che contro. Il dottor Mantovani ha trovato le prove di questo e ha completato quegli studi sviluppando la ricerca di come questo avviene. Da qui ha anche ipotizzato come agire per ribaltare la situazione, il che avviene in due modi diversi.

Il primo: togliere ogni freno a certe cellule immunitarie, i linfociti bloccati dal tumore, così da renderli di nuovo capaci di aggredire le cellule tumorali che non riescono a riconoscere. Il secondo metodo è quello di agire su altre cellule, i macrofagi, che producono sostanze infiammatorie che in caso di tumore aggravano la malattia. In particolare agendo su questi ultimi si possono indebolire i tumori che così risponderebbero meglio alla chemioterapia e si otterrebbero migliori guarigioni. La scoperta italiana si aggiunge a quelle che legano il tumore a una predisposizione genetica e senza escludere questa ipotesi avanzano l’idea del processo che può aggravare la situazione. Bisogna quindi agire su più fronti e oggi ci sono i mezzi giusti per farlo.

admin

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